COS’È LA FRAGILITÀ OSSEA

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da un progressivo indebolimento dello scheletro, che diventa fragile e tende a fratturarsi per traumi il più delle volte banali o, in alcuni casi, addirittura anche in loro assenza. Questo avviene perché l’osso va incontro ad una diminuzione della densità e ad un deterioramento progressivo della propria struttura (microarchitettura), anche a causa dell’invecchiamento.

In Italia, la fragilità ossea colpisce oltre 5 milioni di persone e i costi, diretti e indiretti, per la sua gestione ammontano a circa 7 miliardi di euro l’anno1.

Nel 2011, si sono avuti in Italia più di 100.000 ricoveri per fratture femorali; di queste il 72% si è verificato nelle donne ed il 28% negli uomini2. Il costo delle ospedalizzazioni per il SSN è di oltre 1.3 miliardi di Euro all’anno3.

Un numero così elevato di fratture di femore può essere considerato alla pari di una vera e propria pandemia che, per effetto dell'invecchiamento della popolazione, è destinata ad aumentare sempre di più nei prossimi anni. Infatti, stando alle ultime stime, sembra che nei prossimi 40 anni, in assenza d'interventi terapeutici mirati alla popolazione a rischio, si assisterà ad un raddoppio dell'incidenza delle fratture da fragilità ossea.

ITLLY00185a

Bibliografia

1 Svedbom A. et al., Osteoporosis in the European Union: a compendium of country-specific reports, Arch Osteoporos 2013; 8: 137
2 Tarantino U. e Resmini G., “La gestione delle fratture da fragilità. Raccomandazioni per chirurghi ortopedici”, orto-Ed.r iSpringer, 2011
3 Piscitelli P et al., “Ten years of hip fractures”, World Journal of Orthopedics, July 2014