L’attività fisica dopo la frattura: perché è importante e come gestirla nei tempi e nei modi

L’attività fisica dopo la frattura: perché è importante e come gestirla nei tempi e nei modi


Il femore è l'osso più lungo, voluminoso e resistente dello scheletro umano. Si trova tra l’anca e il ginocchio ed è molto importante, in quanto su di esso si inseriscono molti muscoli fondamentali per il movimento dell’arto inferiore.

Anche la resistenza del femore, sebbene sia un osso molto robusto, si riduce con l’invecchiamento per cui nell’anziano può accadere che esso si fratturi a livello del collo, regione strutturalmente più debole, per traumi minimi o anche in loro assenza. Le cause possono essere diverse ma più frequente è l’osteoporosi nelle sua manifestazione più grave. La frattura del femore può avere esiti invalidanti molto importanti alterando la qualità di vita per cui è necessario che chi ne è stato affetto possa avvalersi di quegli accorgimenti che gli consentano un buon recupero funzionale dell’arto fratturato.

Tra questi, il movimento è uno degli aspetti più rilevanti. Ciò che rende così importante il movimento fisico è l’azione meccanica dei muscoli e dei tendini sulle cellule ossee che stimola il loro metabolismo e, quindi, la produzione di osso nuovo, in contrapposizione a quanto succede nell’osteoporosi. La camminata, in particolar modo, fa sì che ci sia un maggior carico sugli arti inferiori e una maggiore sollecitazione di muscoli e tendini che favoriscono l’aumento della massa ossea. Il movimento, inoltre, fa si che i muscoli diventando più forti migliorino l’equilibrio, riducendo il rischio di cadute, potenzialmente dannose per chi soffre di osteoporosi e di fragilità ossea.

Con l’obiettivo di mantenere le proprie ossa in salute via libera alle passeggiate all’aria aperta, facendo sempre attenzione ad adattare il tempo e la velocità alle proprie necessità, indossando calzature comode, e seguendo le indicazioni del medico e del fisioterapista.

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