IL PERCORSO DIAGNOSTICO IDEALE


Diagnosticare la fragilità ossea dovuta all’osteoporosi non è semplice. Infatti, l'osteoporosi è spesso asintomatica e può esordire con una o più fratture vertebrali, anche senza che vi sia stato un trauma e senza dolore. Può, tuttavia, accadere che una frattura vertebrale da fragilità si manifesti con dolore improvviso, acuto, localizzato alla schiena, che si accentua al carico, ossia restando in piedi, e al movimento. Nella frattura da fragilità delle ossa lunghe, ossia a carico degli arti superiori e inferiori, il dolore è, invece, sempre presente e si associa a gravi deficit funzionali (difficoltà nell’uso del braccio o della gamba).

Conoscere correttamente cos’è l'osteoporosi significa anche sapere quali indagini vanno eseguite e il ricorso ad esami mirati fa sì che la diagnosi possa essere tempestiva.

Esami per la diagnosi strumentale
  • MOC (per valutare la densità minerale ossea)
  • RX rachide dorso-lombare in proiezione laterale (per lo stretto legame tra l'incidenza della frattura femorale e delle fratture vertebrali)
  • Morfometria (per valutare il grado di deformità vertebrale)
  • RM rachide (per valutare la presenza di edema del tessuto osseo nelle fratture recenti)
  • Scintigrafia ossea total body (nel sospetto di lesioni ossee di origine tumorale)
  • Biopsia ossea (per valutare lesioni ossee di difficile interpretazione)

MOC
La massa scheletrica, in termini di densità minerale ossea (BMD), può essere valutata con la tecnica densitometrica (Mineralometria Ossea Computerizzata o MOC). Questa si avvale, nella maggior parte dei casi, di una metodica che utilizza i raggi X e che consente di misurare la quantità di minerale presente in determinati segmenti scheletrici (colonna lombare, parte alta del femore, polso) particolarmente indicati per rilevare la presenza di osteoporosi.

Effettuare una densitometria ossea (MOC) è consigliato sia alle donne dopo la menopausa (dai 60 anni), che a tutti i soggetti – donne e uomini – dopo i 65 anni, come indicato dalle Linee Guida delle diverse Società Scientifiche. L'indagine densitometrica consente oggi di misurare in modo abbastanza accurato e preciso la massa ossea e viene considerata un esame fondamentale nel predire il rischio di fratture osteoporotiche.2-3

L'esame è particolarmente indicato in presenza di fattori di rischio, quali magrezza eccessiva, abitudine al fumo, malassorbimento intestinale, storia familiare di fratture, assunzione di farmaci che danneggiano il tessuto osseo, diabete mellito, menopausa precoce, etc. L'esame densitometrico è indicato anche in caso di diminuzione della statura (segnale che possono esserci delle fratture vertebrali), oppure in presenza di un’accentuazione della cifosi dorsale (eccessivo piegamento in avanti del tratto toracico della colonna vertebrale) o in caso di frattura per trauma di scarsa entità.

I risultati sono indicati con i termini inglesi T-score e Z-score. Il T-score indica la BMD del soggetto confrontata con quella di una donna adulta, giovane e sana mentre lo Z-score mette a confronto la BMD del soggetto esaminato con quella di persone di pari età o dello stesso sesso. Un T-score uguale a 0 indica che il soggetto esaminato ha la densità ossea media delle persone giovani, un T-score pari o superiore a -1 indica che le ossa del soggetto esaminato sono normali, un T-score fra -1 e -2.5 è indicativo di una bassa densità ossea: particolare attenzione deve essere posta nell'eliminare fattori di rischio aggiuntivi (ad es. fumo di sigaretta, sedentarietà, ecc.) e nel programmare ulteriori controlli densitometrici. Un T-score inferiore a -2.5 è indicativo di osteoporosi in cui il tessuto osseo può risultare fragile. Sarà quindi necessario rivolgersi al medico per valutare l'opportunità di iniziare una terapia specifica.

Gli esami di laboratorio
L’esecuzione di alcuni esami di laboratorio specifici, eseguiti nel sangue e nelle urine, sono fondamentali al fine di formulare una corretta diagnosi di osteoporosi e per escludere forme di osteoporosi secondaria, ossia per cause al di fuori dello scheletro.

Gli esami di laboratorio vengono classificati in esami di primo livello e di secondo livello

Esami di primo livello:
  • Emocromo
  • VES
  • Creatininemia
  • Profilo proteico
  • Calcemia
  • Fosforemia
  • ALP
  • Calciuria 24 ore

Alcuni degli esami di laboratorio di secondo livello sono:
  • TSH
  • PTH
  • Vitamina D
  • Markers di turnover osseo (CTX – DPD)
  • Cortisoluria 24 ore (ipercorticismo)
  • Anticorpi antitransglutaminasi (celiachia)

Se si accerta una condizione di fragilità ossea ed un rischio elevato di frattura è opportuno consultare uno specialista perché valuti il trattamento farmacologico "antifrattura" più idoneo a ridurlo.

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Bibliografia

1 Adami S. et al., Linee guida per la diagnosi, prevenzione e terapia dell'osteoporosi, Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro – SIOMMMS, "Reumatismo" 2009; 61 (4): 260-284
2 Tarantino U. e Resmini G., "La gestione delle fratture da fragilità ossea", Raccomandazioni per chirurghi ortopedici.Ed. Springer – Verlag 2010