L'intervento chirurgico non basta

L'intervento chirurgico non basta


L'Osteoporosi è una malattia che colpisce tutto lo scheletro causando il progressivo indebolimento del tessuto osseo il quale, nel tempo, può arrivare a rompersi, ossia fratturarsi, anche in assenza di veri e propri traumi, come avviene, ad esempio, nella frattura da fragilità del femore.

L’ortopedico, che nella frattura del femore è solitamente il primo specialista ad intervenire, dopo aver trattato chirurgicamente la paziente fratturata, deve avviarla ad un corretto iter diagnostico-terapeutico per valutare la patologia scheletrica che sta alla base dell’evento fratturativo e mettere in atto tutte le misure necessarie ad evitare che si verifichino altre fratture.

Un percorso terapeutico e assistenziale dopo la frattura del femore è, infatti, indispensabile per tenere sotto controllo la patologia ossea. Lo specialista ha, quindi, il compito di informare la paziente su tutte le soluzioni che possono contribuire al suo benessere e che comprendono uno stile di vita corretto, una dieta appropriata, gli accorgimenti per evitare le cadute, l’assunzione di una terapia efficace nel prevenire nuove fratture e sottoporsi periodicamente a delle visite mediche per controllare l’evoluzione della malattia.

Da parte sua, la paziente deve invece seguire scrupolosamente i consigli del medico, aderendo al programma di cura, in quanto l’effetto benefico complessivo si verifica quando le diverse strategie vengono utilizzate sinergicamente.

E’ fondamentale, quindi, una stretta collaborazione tra specialista e paziente fratturata perché venga scongiurato il rischio di nuove fratture e per offrire a chi è affetto da fragilità ossea il giusto sostegno finalizzato a migliorare la qualità di vita.

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